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La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova agevolazione fiscale che ripristina il meccanismo dell’Iper Ammortamento in forma potenziata. La misura consiste in una maggiorazione delle quote di ammortamento che consente di abbattere la base imponibile ai fini delle imposte sui redditi

La riforma dell’Iperammortamento prevista dalla Legge di Bilancio 2026 riporta al centro lo strumento della maxi deduzione fiscale per gli investimenti in beni strumentali innovativi, con l’obiettivo di sostenere la transizione digitale e sostenibile delle imprese italiane dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il ritorno, per il solo periodo d’imposta 2026, del credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, con un’aliquota fissata al 10%. La misura si inserisce nel percorso di revisione e razionalizzazione degli incentivi del Piano Transizione 4.0, garantendo continuità operativa a uno strumento particolarmente rilevante per i settori del Made in Italy. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 60 milioni di euro per l’anno 2026, con un limite massimo di utilizzo annuale definito a livello nazionale.

Con l’emendamento presentato il 15 dicembre 2025, il Governo intende definire in modo più netto il perimetro applicativo del nuovo Iper Ammortamento 2026, modificando in maniera significativa l’impostazione emersa nelle prime bozze e nelle anticipazioni circolate nei mesi precedenti. Di seguito analizziamo i punti chiave della normativa e le principali differenze rispetto all’orientamento iniziale, con particolare attenzione agli effetti pratici per le imprese che stanno pianificando investimenti in beni strumentali.

Dopo le verifiche completate dal GSE e dal Ministero sulle comunicazioni inviate dalle imprese, risultano ancora disponibili oltre 900 milioni di euro per il Piano Transizione 4.0. Un'ottima notizia per chi vuole aderire alla misura nella seconda parte del 2025.

La normativa non aveva previsto l’attuale situazione e molte imprese si trovano in una condizione di incertezza. Alcune, infatti, non stanno ricevendo alcuna comunicazione dal Gse: né quella che conferma la prenotazione dell’incentivo con indicazione del credito d’imposta spettante, né quella che informa dell’esaurimento delle risorse.

In data 16 giugno 2025 è stato pubblicato il decreto direttoriale di apertura della piattaforma informatica 4.0 per la misura inerente al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali4.0.Il nuovo processo per la prenotazione del credito d'imposta Industria 4.0 è strutturato in tre fasi distinte, tutte gestite tramite il portale GSE.

In seguito alle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2025 (Articolo 1, commi 445-448, della Legge n. 207 del 30 dicembre 2024) la misura del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 ha subito delle modifiche significative. Oltre ad eliminare l’agevolazione per gli investimenti in beni immateriali 4.0 ...

Negli anni passati, molte aziende hanno aderito al credito d’imposta Ricerca & Sviluppo (R&S) con l’obiettivo di valorizzare i propri progetti interni. Tuttavia, la normativa in vigore fino al 2022 era molto restrittiva, richiedeva un altissimo contenuto di novità e ha purtroppo portato a numerosi contenziosi e richieste di riversamento dei crediti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Oggi la situazione è cambiata radicalmente.

Il Governo ha definito l’emendamento che migliora e semplifica il Piano Transizione 5.0. Confermata la cumulabilità totale con altri incentivi, introdotta la semplificazione del calcolo del risparmio energetico per i beni obsoleti, incrementato il primo scaglione da 2,5 a 10 Milioni di Euro. Altre modifiche sono previste nel corso del prossimo anno.

Il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica, digitale e di transizione ecologica è un'agevolazione fiscale introdotta per incentivare le imprese che investono in processi di trasformazione tecnologica e digitale, nonché in progetti di sostenibilità ambientale. Questa misura si inserisce nel quadro delle agevolazioni per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione e mira a supportare la competitività delle imprese favorendo la digitalizzazione e l’adozione di tecnologie innovative.

Il Governo ha definito l’emendamento che migliora e semplifica il Piano Transizione 5.0. Confermata la cumulabilità totale con altri incentivi, introdotta la semplificazione del calcolo del risparmio energetico per i beni obsoleti, incrementato il primo scaglione da 2,5 a 10 Milioni di Euro. Altre modifiche sono previste nel corso del prossimo anno.