23 Feb
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La riforma dell’Iperammortamento prevista dalla Legge di Bilancio 2026 riporta al centro lo strumento della maxi deduzione fiscale per gli investimenti in beni strumentali innovativi, con l’obiettivo di sostenere la transizione digitale e sostenibile delle imprese italiane dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. 


Tra le principali novità su cui il Governo è al lavoro per completare il quadro attuativo dell’agevolazione vi è la rimozione del vincolo territoriale dei beni agevolabili: una modifica che potrebbe trasformare in modo significativo la fruibilità della misura da parte delle imprese


Cos’è il vincolo territoriale e perché è stato problematico

Nella formulazione originaria della legge, l’accesso all’Iperammortamento per l’acquisto di beni strumentali — tra cui macchinari Industry 4.0, sistemi automatizzati e soluzioni tecnologiche avanzate — era condizionato alla provenienza dei beni dall’Unione Europea o dallo Spazio Economico Europeo (SEE). 

Questo vincolo — spesso riferito come clausola “Made in EU” — mirava a incentivare la produzione europea, ma ha sollevato criticità su più fronti: 

  • Incertezza applicativa: difficoltà nell’identificare l’origine territoriale dei beni complessi, soprattutto quando si tratta di soluzioni integrate o con componenti globali. 
  • Limitazioni all’accesso all’incentivo: per molte imprese italiane, soprattutto nei settori meccanico, industriale e tecnologico, la disponibilità di beni avanzati di produzione esclusivamente europea è limitata. 
  • Congelamento degli investimenti: l’incertezza normativa ha spinto alcune imprese a rimandare decisioni d’acquisto in attesa di chiarimenti.

La svolta: rimozione del vincolo territoriale

Secondo le più recenti dichiarazioni del Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, il Governo sta lavorando per eliminare completamente il vincolo “Made in EU/SEE”, rimuovendo così la limitazione geografica per poter accedere all’Iperammortamento. 

Questa modifica normativa, che sarà introdotta tramite un provvedimento legislativo da emanare prima dell’adozione del decreto attuativo, rappresenta un passaggio fondamentale per rendere l’agevolazione realmente efficace e neutrale sotto il profilo competitivo.

Cosa significa in pratica? 

Le imprese potranno beneficiare dell’Iperammortamento indipendentemente dal paese di origine dei beni strumentali acquistati, purché soddisfino gli altri requisiti tecnici previsti dalla normativa. 

Si superano così le barriere territoriali che rischiavano di rallentare l’ammodernamento tecnologico delle imprese italiane. 

La misura torna ad essere uno strumento più coerente con le esigenze di competitività delle aziende inserite in filiere globali.


In attesa del decreto attuativo 

Nonostante la conferma politica della rimozione del vincolo territoriale, l’entrata in vigore completa dell’Iperammortamento 2026 resta subordinata all’emanazione del decreto attuativo, il quale dovrà recepire formalmente questa modifica e disciplinare nel dettaglio i criteri di accesso, le modalità e i documenti necessari.


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