16 Apr
16Apr

È in arrivo il nuovo decreto attuativo dell’Iper ammortamento 2026-2028, la misura destinata a sostenere gli investimenti delle imprese in beni strumentali tecnologicamente avanzati, software, sistemi digitali e impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. 

Secondo le anticipazioni pubblicate, il decreto è in una fase avanzata di definizione e dovrebbe chiarire diversi aspetti operativi attesi dalle imprese, tra cui le modalità di accesso all’incentivo, la gestione delle comunicazioni al GSE, l’obbligo di perizia e la possibilità di agevolare anche software in modalità “as-a-service”

La piena operatività della misura è attesa dopo la pubblicazione del decreto attuativo, il passaggio alla Corte dei Conti, la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’emanazione dei decreti direttoriali con moduli e istruzioni operative.

Breve presentazione della misura 

L’Iper ammortamento 2026-2028 reintroduce un meccanismo agevolativo basato sulla maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile dei beni agevolati. 

L’agevolazione dovrebbe applicarsi agli investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Il decreto chiarisce che, per individuare il momento di completamento dell’investimento, rileva la consegna del bene secondo le regole dell’art. 109 del TUIR. Di conseguenza, anche ordini effettuati a fine 2025 potrebbero rientrare nell’incentivo, purché la consegna avvenga dal 1° gennaio 2026 in poi. Le aliquote di maggiorazione previste sono: 

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota eccedente 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per la quota eccedente 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

 Un chiarimento importante riguarda le soglie: secondo quanto riportato, i massimali sarebbero riferiti alle singole annualità e non all’intero triennio 2026-2028.

Tipologia di beneficiari 

La misura è rivolta alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi riconducibili agli allegati previsti dalla disciplina dell’Iper ammortamento, con particolare riferimento a: 

  • beni materiali tecnologicamente avanzati;
  • beni immateriali, software e sistemi digitali;
  • beni destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Le comunicazioni dovranno essere riferite alla singola struttura produttiva, definita come sito composto da una o più unità locali o stabilimenti insistenti sulla stessa particella catastale o su particelle contigue, dotato di autonomia tecnico-funzionale e organizzativa. 

Spese ammissibili

Saranno agevolabili gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali previsti dagli allegati della normativa, a condizione che risultino interconnessi al sistema aziendale, ove richiesto. 

Una delle novità più rilevanti riguarda i software in modalità as-a-service: il decreto dovrebbe ammettere al beneficio anche i costi sostenuti a titolo di canone, limitatamente alla quota di competenza del singolo periodo d’imposta di vigenza della disciplina agevolativa. 

Sono inoltre agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, anche in modo indipendente rispetto agli investimenti in beni 4.0. Questo significa che l’impresa potrebbe accedere all’Iper ammortamento anche per soli impianti di produzione o accumulo di energia, purché rispettino i requisiti previsti. Tra le spese energetiche ammissibili rientrano, secondo l’articolo: 

  • gruppi di generazione dell’energia elettrica;
  • trasformatori, misuratori e componenti funzionali alla produzione;
  • impianti per la produzione di energia termica destinata a calore di processo;
  • servizi ausiliari di impianto;
  • sistemi di accumulo dell’energia da fonti rinnovabili, anche collegati a impianti preesistenti.

Il dimensionamento degli impianti non dovrebbe superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva. 

Per i sistemi di accumulo di energia elettrica viene indicato un costo massimo ammissibile pari a 900 euro/kWh

Caratteristiche dell’agevolazione finanziaria

L’agevolazione non consiste in un contributo a fondo perduto né in un credito d’imposta, ma in una maggiorazione fiscale del costo ammortizzabile. Il beneficio potrà essere fruito a partire dal periodo d’imposta in cui l’impresa trasmette al GSE la comunicazione di completamento dell’investimento. 

La fruizione sarà quindi possibile anche in modo progressivo, man mano che i singoli beni vengono completati e interconnessi. 

In caso di leasing, la fruizione avverrà sulla base delle regole previste dall’art. 102, comma 7, del TUIR, con riferimento alla quota capitale, compreso il prezzo di riscatto finale ed esclusa la quota interessi. 

Modalità e tempi di presentazione della domanda

La procedura di accesso dovrebbe prevedere tre comunicazioni principali da trasmettere tramite il GSE. 

Comunicazione preventiva ex ante

L’impresa dovrà indicare i dati identificativi, la struttura produttiva interessata, la tipologia e l’ammontare degli investimenti previsti. La comunicazione potrà riguardare uno o più beni e potrà essere presentata per ciascuna struttura produttiva. 

Comunicazione di conferma

Dopo la comunicazione preventiva, il GSE notificherà entro 10 giorni il corretto caricamento dei dati o richiederà eventuali integrazioni. Una volta ricevuto l’esito positivo, l’impresa avrà 60 giorni per trasmettere la comunicazione di conferma, dimostrando il pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene. Per i beni in leasing, tale requisito si considera soddisfatto con la stipula del contratto e l’impegno assunto dalla società concedente verso il fornitore. 

Comunicazione di completamento

Una volta ultimato l’investimento e realizzata l’interconnessione dei beni, l’impresa dovrà trasmettere la comunicazione di completamento. Sarà possibile chiudere anche singoli beni o gruppi di beni, senza attendere il completamento dell’intero programma originariamente indicato. Il termine ultimo per l’invio della comunicazione conclusiva è indicato nel 15 novembre 2028

Tra le ipotesi ancora in fase di definizione vi sarebbe anche una possibile quarta comunicazione periodica di fine anno, finalizzata al monitoraggio dell’andamento della misura e delle risorse prenotate. 

Obbligo di perizia e certificazione contabile

Una delle novità più rilevanti riguarda l’obbligo di perizia tecnica asseverata per tutti gli investimenti, senza distinzione in base al valore del bene. Rispetto alla precedente disciplina, non sarebbe quindi più prevista la possibilità di sostituire la perizia con una semplice autodichiarazione per i beni di importo inferiore a 300.000 euro. La perizia dovrà attestare: 

  • la rispondenza dei beni alle categorie agevolabili;
  • l’interconnessione dei beni;
  • il rispetto dei requisiti tecnici previsti per gli investimenti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

 Sarà inoltre richiesta una certificazione contabile per attestare l’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza con la documentazione contabile.

In sintesi

Il nuovo Iper ammortamento 2026-2028 si presenta come una misura strategica per le imprese che intendono investire in tecnologie produttive avanzate, digitalizzazione, software e autoproduzione energetica. 

Le anticipazioni sul decreto attuativo introducono elementi di forte interesse: apertura agli investimenti avviati prima del 2026 ma completati successivamente, possibilità di fruire progressivamente del beneficio, inclusione dei software as-a-service, autonomia degli investimenti energetici e chiarimenti sulle comunicazioni al GSE. 

Resta fondamentale attendere la pubblicazione ufficiale del decreto attuativo e dei successivi provvedimenti operativi, ma le imprese interessate possono già iniziare a pianificare gli investimenti, verificando con attenzione requisiti tecnici, tempi di consegna, interconnessione, documentazione e sostenibilità fiscale dell’operazione.


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