Regione Lombardia ha approvato i criteri della nuova edizione del bando “Imprese Storiche verso il futuro 2026”, misura pensata per sostenere le attività storiche e di tradizione iscritte nell’apposito elenco regionale. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 7 milioni di euro, suddivisa tra il 2026 e il 2027.
L’intervento è finalizzato a supportare progetti di riqualificazione, restauro e conservazione, innovazione e ricambio generazionale. Al momento, però, si è ancora in attesa del bando attuativo di Unioncamere Lombardia, che definirà l’apertura dello sportello e le scadenze operative.
Potranno presentare domanda le imprese che, alla data di presentazione, risultino:
Non potranno invece accedere al contributo le imprese che hanno già ottenuto agevolazioni sul Bando Imprese Storiche verso il futuro 2025.
Sono ammesse spese in conto capitale collegate a progetti realizzati presso l’unità locale riconosciuta come attività storica. In particolare, rientrano tra le spese finanziabili:
Le spese dovranno essere fatturate a partire dalla data di pubblicazione della delibera regionale del 13 aprile 2026. I progetti finanziati dovranno essere conclusi e rendicontati entro il 30 settembre 2027, senza proroghe.
Restano escluse, tra le altre, le spese correnti, le consulenze, il personale, il leasing, l’acquisto di veicoli, smartphone e tablet, nonché gli interventi di semplice manutenzione ordinaria.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 30.000 euro per impresa, a fronte di un investimento minimo di 5.000 euro al netto dell’IVA. Il contributo è concesso in regime de minimis.
La domanda dovrà essere presentata in modalità telematica a Unioncamere Lombardia.
I criteri regionali prevedono che il bando attuativo venga approvato entro 60 giorni dall’approvazione del provvedimento regionale per definire data di apertura, termine di chiusura e modalità operative di invio.
La procedura di selezione avverrà tramite valutazione con graduatoria, sulla base della qualità progettuale e della coerenza economica degli interventi, con ammissione delle domande fino a esaurimento delle risorse